Le parole in Archeologia

"Non voglio parlare di archeologia. Voglio far parlare l'archeologia" [Alessandro D’Amore]


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Le brutte storie e la fiducia nel futuro della cultura

Le brutte storie portano a perdere fiducia.
E di brutte storie se ne sono viste e sentite tante in giro. Infatti ho perso la fiducia, quasi in tutto.
C’è stata la vicenda “The Hidden Treasure of Rome”, c’è stato il bando del comune di Roma, c’è stata l’ombra del coinvolgimento di un alto funzionario dei beni culturali nell’inchiesta “Mafia Capitale” (la stessa persona che mi è stata accanto per un paio d’ore e che con calma serafica ripeteva che non ci dovevamo mica tanto lamentare, che in fondo neanche nel resto dell’Europa la figura professionale che vogliamo diventare esiste e che poi – seppure fosse esistita – non ci sono i fondi), infine la chiusura del corso di laurea magistrale in archeologia presso l’università di Foggia. Continua a leggere


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“The Hidden Treasure of Rome”: un’altra occasione persa per le associazioni di categoria

Questo post non è stato scritto per essere un post. E’ una riflessione poco mediata e molto immediata postata su Facebook un sabato mattina.

Ho capito che diverse persone la pensavano come me. E ho deciso che sarebbe stato appropriato farne un post, soprattutto per cercare di sapere / capire cosa ne pensano gli altri. Per sapere / capire cosa pensano le associazioni di categoria (oltre agli amici con i quali mi sono già confrontato).

 

Di solito non scrivo lunghi post su Facebook, ma stavolta ho fatto un’eccezione perché sono amareggiato.
Si organizzano incontri, simposi e tavole rotonde sottolineando l’importanza dell’unità e poi – alla prima occasione – ci si divide. Di nuovo. Continua a leggere


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Eccoci, siamo arrivati. Gli archeoblogger, i barbari della comunicazione culturale

Comincio così, senza preamboli. Un’apertura ex abrupto, alla Cicerone come direbbe la mia professoressa di italiano.

Per me la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico 2014 è stata un’ubriacatura.
Una sbronza di energie, idee, passione, professionalità e voglia di fare.
È questo il motivo principale per cui mi sono voluto prendere dei giorni per pensare prima di scrivere. Perché non volevo fare un racconto emozionale ma riflessivo.
Anche perché a fare un bellissimo riassunto ci hanno pensato Giuliano, Cinzia e Antonia. Continua a leggere