Le parole in Archeologia

"Non voglio parlare di archeologia. Voglio far parlare l'archeologia" [Alessandro D’Amore]

Hai voluto la comunicazione? E mo’ falla!

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La questione è spudoratamente semplice: siamo tutti bravi a parlare di comunicazione. Ma la sappiamo realmente fare?
Eh già, perché la comunicazione non si fa solo a parole, ma con i fatti.
Non ve lo aspettavate, eh? Non ci avevate mai pensato, eh?

Questo è quello che ci frega tutte le sante volte: siamo dei giganti nel fare meta-comunicazione ma diventiamo piccoli piccoli nel fare comunicazione “reale”.

La realtà mi è stata sbattuta in faccia all’improvviso da una persona che reputo un amico e che stimo moltissimo. Eravamo alla fine di una lunga giornata di incontro e di confronto. Eravamo stanchi ma felici.
Stavamo per salutarci e poco prima di separarci mi dice: «Comunque si è fatto un gran parlare di comunicazione, ma uno dei pochi che l’ha fatta veramente oggi – secondo me – sei stato tu».

Sbam! Come un pugno nello stomaco.

Come abbiamo fatto a perdere così di vista l’obiettivo? Edonismo? Pressapochismo? Non lo so.
Da allora in poi, non ho potuto più smettere di farci caso. Tutte le volte la stessa storia: tante parole sulla comunicazione e sulle sue virtù e poca comunicazione (con relative poche virtù).
E improvvisamente sono tornato agli anni dell’università, a quando ascoltavo lezioni infinite e noiosissime di esimi professori di archeologia riconosciuti a livello internazionale, che saranno stati anche dei massimi esperti in materia, ma che avevano le capacità comunicative di un comodino tarlato.

Quindi – per favore – ritorniamo al nocciolo della questione, all’essenza che ci ha portati fin qui e che ci ha dato forza. E smettiamola di pensare che si faccia comunicazione parlando di comunicazione. Perché non è così.

Non è raccontando una routine o un’esperienza che si fa comunicazione, ma il modo in cui si racconta, gli strumenti e le strutture che si usano per raccontare qualcosa permettono alle parole di trasformarsi in comunicazione.
Perché la comunicazione – come l’archeologia – è una cosa da artigiani: si fa, non si parla e basta.
Se si portano in giro le meraviglie della comunicazione non comunicando adeguatamente, abbiamo perso.

Se si portano in giro le meraviglie della comunicazione e siamo degli esempi viventi e accattivanti di comunicazione brillante, abbiamo vinto. Non abbiamo bisogno di altro per vincere: fare comunicazione in ogni nostra manifestazione (scritta e orale).

È difficile, molto difficile. Lo so molto bene e me ne rendo conto.
Ma nessuno ci aveva detto che sarebbe stato facile.
Abbiamo voluto la comunicazione? E mo’ facciamola!

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