Le parole in Archeologia

"Non voglio parlare di archeologia. Voglio far parlare l'archeologia" [Alessandro D’Amore]

Comunicare la professione archeologica online

3 commenti

Non siamo ciò che gli altri credono

Da due anni a questa parte, quasi tutte le mie mattine cominciano con il suono della sveglia, un buon caffè, la musica di avvio di Windows e il trillo delle notifiche di Facebook.

La cosa strana è che non sono un social network dipendente.
La cosa ancora più strana è che sono disoccupato.

Fin da quando mi sono laureato in archeologia – da molto prima, in realtà – ho sempre avuto una grandissima difficoltà a spiegare ai miei amici e parenti, cosa avrei potuto fare nella vita.
Non a parole – quello più o meno tutti l’avevano capito. Ma proprio praticamente.

In quei momenti, mi sono reso conto che nessuno sapeva realmente cosa facesse un archeologo.
Perché? Perché nessuno glielo aveva mai spiegato.
La risposta era così semplice che mi ha quasi disorientato.

Allora ho speso diverse ore su internet per cercare se c’era qualcuno o qualcosa che parlasse in Italia di archeologia e comunicazione, di divulgazione archeologica, di racconto della professione archeologica.
Alla fine della giornata mi sono bastate le dita delle mani per contare i risultati.

Le cose sono successe abbastanza velocemente: mi sono iscritto ad un master in comunicazione e nuovi media, hanno accettato la mia richiesta di borsa di studio, ho aperto un blog e ho deciso che avrei provato a far diventare la comunicazione archeologica la mia professione.

Così – da due anni – ogni mattina mi alzo con una missione: sensibilizzare e comunicare.
Fortunatamente lungo la strada per raggiungere questi obiettivi, ho incontrato tante persone che credono nei miei stessi principi, che ritengono possibile cambiare il pezzo di mondo in cui abbiamo deciso di operare e che lo vogliono fare utilizzando gli strumenti comunicativi messi a disposizione dall’epoca in cui viviamo.

Property of Wessex Archaeology @ https://www.flickr.com/photos/wessexarchaeology/

Property of Wessex Archaeology @ https://www.flickr.com/photos/wessexarchaeology/

Certamente il punto focale su cui ruotano quasi tutte le mie giornate è la sensibilizzazione all’utilizzo dei social network e della comunicazione online per la divulgazione dei contenuti culturali. Non solo da parte delle istituzioni e dei musei, ma anche da parte dei professionisti e delle società private.
Se i nostri pubblici non ritengono rilevante il lavoro dell’archeologo, è perché non siamo riusciti a comunicare il valore che apportiamo alla storia, alla società, alla conoscenza con il nostro lavoro.

Attraverso la ricerca e lo studio online e offline, cerco di portare a conoscenza le migliori case histories e le best practices sparse in giro per il mondo. In questa operazione, mi aiuta molto la collaborazione con #svegliamuseo che – attraverso la community e le interviste – fanno emergere le eccellenze nazionali e internazionali.

Il secondo punto focale delle mie giornate sono le tecniche di comunicazione. Non ci si sveglia una mattina e si scrive efficacemente per il web: bisogna studiare, provare, sbagliare e ancora provare.
Quindi cerco di accumulare più conoscenza possibile attraverso lo studio di qualsiasi ambito interessi la comunicazione: dal marketing alla pubblicità, dalla politica all’informazione, dalle PR al business writing. Faccio uno studio selettivo e condivido attraverso i social media i principi e le tecniche esportabili in campo archeologico.

Per esempio, la tecnica di cui mi sono innamorato è il digital storytelling. Credo che non ci sia uno strumento migliore per i musei di cambiare prospettiva, di cambiare il ruolo che hanno nella società e di cambiare valore agli occhi delle persone.
E penso che gli archeologi debbano seguire la stessa strada.

Solo raccontando ciò che fanno, perché lo fanno e con quali risultati attraverso gli strumenti che utilizzano i nostri pubblici, il nostro lavoro potrà diventare ed essere percepito non solo come culturalmente rilevante ma anche socialmente rilevante.

A questo punto delle mie giornate vengo colto da un incredibile mal di testa per le troppe ore spese a leggere su uno schermo, ma solitamente sono soddisfatto dei risultati raggiunti. E in fondo non c’è mal di testa che una buona tazza di tè non possa calmare.

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3 thoughts on “Comunicare la professione archeologica online

  1. Interessante quello che scrivi. Anche io da laureato in storia provo a fare divulgazione, ma i nuovi strumenti e tecniche di comunicazione vanno sempre studiati e fatti propri. Buon lavoro! E chissà forse potremmo collaborare in qualche progetto 🙂

  2. Come presentazione mi piace, esplorerò i tuoi articoli ed interventi con interesse

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