Le parole in Archeologia

"Non voglio parlare di archeologia. Voglio far parlare l'archeologia" [Alessandro D’Amore]

Per l’Italia valgo 9 punti su 30

24 commenti

Io ce la metto tutta. Faccio il possibile per combattere la mia personale battaglia contro i tempi moderni e il mercato del lavoro che mi sono ritrovato tra le mani.

Ma dopo questa, non penso di essere più in grado di fare altro, di sostenere altri tentativi…o forse dovrei dire, umiliazioni.

Il CNR di Faenza pubblica un bando per l’assunzione a tempo determinato di un collaboratore tecnico enti di ricerca “per lo svolgimento di attività di supporto alla gestione e rendicontazione di progetti di ricerca e sviluppo finanziati da fondi nazionali, regionali ed europe” (sic!).

Requisiti per l’ammissione: – diploma di scuola media superiore di secondo grado; – competenze specifiche in rendicontazione di progetti di ricerca, conoscenza del sistema operativo Windows, attività di disseminazione (in particolare organizzazione di eventi, workshop, ecc.), esperienza in attività di valorizzazione intellettuale e commerciale; – buona conoscenza della lingua inglese; – conoscenza della lingua italiana (solo per stranieri).

Vi risparmio le procedure e la documentazione richiesta (so che i più sadici di voi andranno a consultarla nel pdf del bando).

Ora, non dico di essere una cima di autostima, però visti i requisiti e visto il mio bagaglio personale e professionale, una speranza discreta di rientrare (almeno per il colloquio) la nutrivo: laurea con 110 e lode, esperienza professionale in Italia e all’estero, certificazione Cambridge del mio alto livello d’inglese. Insomma, stai a vedè che una volta tanto!

Comunque, apro un account di Posta Elettronica Certificata, stampo tutti i documenti richiesti, compilo a penna tutti i documenti richiesti, scansiono per bene tutti i documenti richiesti. Arriva finalmente il momento di inviare tutto.

Inciampo nella prima incongruenza: sul bando si fa riferimento ad un indirizzo PEC, mentre nel sito – in grassetto e sotto la dicitura “avviso importante” – ce n’è un altro. Quindi a quale dei due devo inviare i miei file pdf? “Bah, sai cosa?” – mi dico – “Li invio a tutti e due! Al limite mi escludono dalla procedura…tanto sembra proprio quella l’antifona”.

Passano 7 giorni precisi dalla scadenza del bando e mi arriva il responso (per i curiosi, mi è arrivato dall’indirizzo email non indicato nel bando).

Il titolo non potrebbe essere più eloquente: “esclusione dalla selezione”. “Ecco – ho pensato – come immaginavo hanno trovato qualche vizio di forma e mi hanno fatto fuori”.

Invece no. A posteriori, avrei preferito.

Il testo della email mi informa che sono stato escluso perché “la Commissione, nella valutazione dei titoli ha assegnato alla S.V. il seguente punteggio: 9/30”.

2L’articolo 8 del bando stabiliva il punteggio minimo per essere ammessi alla fase successiva a 21 punti.

Capite? Meno della metà del punteggio disponibile.

Non ho difficoltà né vergogna ad ammetterlo, ma – dopo aver letto per tre volte l’email – ho pianto.

Erano anni che non succedeva per una delusione di studio o professionale, però – meno di un mese fa, dopo aver letto per tre volte l’email – ho pianto.

Cos’altro dovevo fare?

Dopo aver investito 10 anni della mia vita nella formazione in Italia, dopo aver investito 4 anni della mia vita nella ricerca del lavoro in Italia, dopo aver scelto di non emigrare per provare a cambiare le cose, vengo valutato 9 punti su 30.

Tutto quello che ho fatto finora, vale 9 punti su 30.

Beh, che dire: so’ soddisfazioni!!

D’altronde non c’è altro da fare, mando giù anche questo rospo e abbandono qualsiasi idea di ricorso – anche perché non avrei soldi per sostenerlo.

Confesso che sono stato e continuo ad essere umanamente e professionalmente svuotato.

Penso che non ci fosse modo più cinicamente preciso e puntuale per privarmi della dignità.

Ecco fatto. Ci siete riusciti. Ci sei riuscita, Italia. Hai ottenuto ciò che volevi.

Io smetterò di cercare, di provare, di lottare. E probabilmente farò di nuovo la valigia e mi abituerò ad utilizzare un’altra lingua per esprimermi, mi abituerò ad un altro clima e ad un altro tipo di cibo. Non mi importa. Nulla più m’importa. L’importante è starti lontano, perché non voglio più calpestare il suolo di una nazione che mi toglie la dignità.

Non so quando e non so come, ma qualcuno prima o poi dovrà pagare per tutto questo.

Ed è troppo facile e riduttivo prendersela con i politici, perché io voglio star lontano anche da un sistema universitario che mi ha formato sapendo già che non ci sarebbe stato un mercato del lavoro a cui rivolgermi; voglio star lontano anche da banche che prestano miliardi a imprenditori insolventi e negano poche migliaia di euro ad un giovane per l’apertura di un’attività; voglio star lontano da un sistema scolastico fatto di programmi da seguire e non di persone da formare alla vita; voglio star lontano da aziende che mi vogliono neo-laureato con esperienza o tirocinante a 30 anni.

Voglio star lontano da tutto questo. E forse adesso capisco coloro che se ne sono andati prima di me. “Non è scappando dal vostro Paese che risolverete i vostri problemi!”, gli urlavano.

No, loro non stavano scappando. Si stavano salvando.

Non so quando e non so come, ma qualcuno prima o poi dovrà pagare per tutto questo.

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24 thoughts on “Per l’Italia valgo 9 punti su 30

  1. Ci vai giù pesante, eh? Che dire, un abbraccio forte e in bocca al lupo per tutto, qualsiasi scelta tu faccia 😉

  2. Più che la mia comprensione purtroppo non posso dare. Ma quella è davvero tanta. Così come l’amarezza.

  3. Pingback: Per l’Italia valgo 9 punti su 30 | Le parole in Archeologia | GRUPPO ARCHEOLOGICO APUO-VERSILIESE

  4. come ti capisco… mi è successo tante, troppe, volte. Io non mollo!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Premettendo che hai tutta la mia comprensione, giusto per curiosità nel bando c’era una tabella con valutazione dei titoli ? Perché a me fanno (tristemente ) sorridere i bandi in cui manca tale tabella. Infatti gli enti più seri hanno già tale tabella e tu bene o male (a meno che non ci sia la valutazione di un progetto) già sai quanti punti avrai e puoi fare addirittura ricorso. Bandi senza questa tabella sono finti. Parlo per esperienza personale. Ho partecipato a un bando in cui la tabella di valutazione è stata pubblicata dopo la selezione !! Che amarezza!!

  6. diploma di scuola media superiore di secondo grado: cosa sarebbe ?

    • Sarebbe quello che potranno sperare di avere i ragazzini di oggi se andiamo avanti così ancora per un po.

      • Comunque livello basso rispetto a chi ha una laurea come chi ha scritto questo articolo ma si sa in questa italietta la laurea non ha valore legale meglio un sempliciotto col suo bel diploma (magari recuperato alla serali) che non alzerà mai la testa e farà il suo compitino per tutto il resto si spenderanno i nostri soldi per incarichi ad esterni

  7. Caro, ho letto quello che hai scritto di volata, e ho sentito la tua frustrazione come fosse mia. Ritorno dall’estero in Italia (Puglia per essere precisi). Ci sono da pochi mesi, ma sufficienti a capire che con le mie sole forze non potrò fare mai nulla qui. Non contano le qualifiche, esperienze e conoscenze (conoscenze nell’altra accezione eh, non nel senso di conoscenze del personaggio influente..che poi, in fin dei conti, sono quelle che contano 🙂 ). La bravura qua non centra nulla!! In un sistema dove il motore sociale è lo scambio di favori, se non hai uno “sponsor” e/o qualche ninnolo da portare al mercato del do-ut-des, sei escluso dal mondo del lavoro qualificato (peggio ancora se magari si tratta di un lavoro intellettuale…. per non dire altro). L’antifona è proprio un’altra, e prescinde completamente dal merito di uno/a.
    Ho sempre più l’impressione, oramai, che se non hai il biglietto per l’allegro banchetto organizzato da chi, da decenni, si spartisce incarichi e collaborazioni nella dolce terra di Puglia (!!!), ………di speranze per vincere questa battaglia con il mercato del lavoro, soprattutto per la nostra generazione, non ce ne siano tante.

  8. Sono situazioni che sono comunque al limite del paradossale, ma che ci si presentano sempre più spesso. La rabbia che suscitano è immane, inutile negarlo o voler fare i cinici e dire “vabbè, di che ti meravigli, passaci sopra e non disperarti”.

    Certo è un bando ben strano questo, come faceva giustamente notare Anny circa, ad esempio, la mancanza di tabelle per la valutazione dei titoli. Lo stesso si potrebbe dire, anche, dell’abnorme differenza di peso, in termini di punteggio, tra titoli e colloquio. Ci sono diverse pronuncie della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato che hanno a più riprese sancitò l’illegittimità di siffatti bandi, ma purtroppo se ne vedono ancora a bizzeffe; sono le tipiche supercazzole della P.A., attuate spesso da quelle più remote e/o piccole, dove si chiedono mari e monti e non si dice manco bene COME li si voglia, perchè i vari criteri di selezione sono delineati con un grado di arbitrarietà assurdo, e questo perchè spesso sono solo squallide coperture per assunzioni pilotate e posti già dati. Tutti motivi per cui uno con un minimo di esperienza in ricerca lavoro, specie nel settore dei pubblici concorsi, è bene che se ne tenga alla larga, figuriamoci quindi trarre chissà quali insegnamenti da un’eventuale rigetto/fallimento ad esso legato. All’autore mi sento di dire che, forse, la sua amarezza è malriposta, e che se ne ha effettivamente requisiti e possibilità, continuasse pure con l’estero, a prescindere da tutto, che gli conviene a dir poco. Ci sono ambiti, come la ricerca e gli enti ad essa preposti, nei quali questo paese è morto da decenni. Inutile piangerci ancora sopra.

    Sarei però anche curioso, cambiando lievemente il focus del discorso, di sapere, al di là della votazione di laurea e della certificazione in inglese, che altro tipo di titoli od esperienze (in generale, sia chiaro) lui abbia potuto inserire nel suo cv, tali da soddisfare i relativi punti del bando. Tipo…di quali “esperienze in Italia e all’estero” si trattino le sue, o di come ha dettagliato la sua proficiency nell’uso di Windows (certificazioni? lavori?). Perchè il bando (che, ripeto, è DECISAMENTE generico e anche malposto, in alcuni punti, circa l’individuazione dei requisiti), sul titolo di studio è generico, e richiede il semplice diploma. E’ però (un pò) più specifico circa le esperienze: in campo di disseminazione, rendicontazione di progetti europei e valorizzazione di blablabla…. Le sue esperienze erano in linea? Vorrei capire fino a che punto possano aver “planato” su un candidato rispondente, invece, a pieno ai requisiti del bando. I 9 punti sono stati assegnati SOLO alla laurea ed alla certificazione in inglese? Cerchiamodi capirlo almeno tra noi, visto che il bando è (strategicamente, insisto) criptico in merito.

    P.S.: magari sono ignorante io in materia, ma l’unica posizione che possa dare una sufficiente esperienza in rendicontazione nell’ambito di progetti pubblici (regionali od europei) è un posto pubblico in qualche ufficio, o in qualche azienda che lavori nell’alveo della P.A. Il che faciliterebbe di MOLTO l’elaborazione dell’identikit del destinatario del bando.
    Perchè, scopriamo pure l’acqua calda, ma quando c’è un concorso pubblico, ci sono SEMPRE posti già dati, Figuriamoci quindi quando ne sta solo uno….

    • Ciao Gennaro
      e grazie per il commento.
      Hai assolutamente ragione nel porre queste argomentazioni e offrirle al tavolo della discussione.
      La mia intenzione principale non era dire “io sono il candidato ideale per ricoprire questo posto e ho subìto un sopruso inaccettabile”, volevo mettere in evidenza la cripticità del bando, la mancanza di una seppur minima griglia di valutazione e la nulla considerazione che si ha di una laurea specialistica con quella votazione e di una certificazione di inglese di livello C1. Magari mi mancano tutti gli altri requisiti richiesti nel bando (anche se ho un esame con validità di qualifica per informatica, organizzazioni e gestione di progetti per il museo archeologico nazionale di Malta, comunicazione online della sezione archeologica del Museo di Stato di San Marino…in effetti, l’unica cosa specifica di cui deficito è la rendicontazione che – come dicevi tu – può avere solo chi ha già fatto qualcosa del genere o è nella P.A.).
      Anche se volessimo prescindere da tutto questo, pur volendo ammettere che sono una sòla per tutto il resto, su 30 punti disponibili un 110 e lode e una certificazione C1 d’inglese valgono solo 9 punti?
      Ecco, il mio focus era semplicemente su questo.
      A presto,
      [Alessandro]

    • “….Perchè il bando [….] sul titolo di studio è generico, e richiede il semplice diploma…”

      Di solito si tratta di un artificio che permette di assumere a minore spesa. Un bando che richieda direttamente la laurea impone all’ente di inquadrare subito il dipendente / collaboratore / consulente ad un livello più alto. Cosa che costa di più. Inoltre è più facile far passare inosservati i bandi per diplomati. Io stesso ho attraversato situazioni del genere.

      Il vero problema è che non c’è il lavoro, una cosa distruttiva in una nazione in cui i pochi posti rimasti hanno già trovato il loro occupante ancor prima di bandire i concorsi….

      • a volte neanche quello, assunzione tramite cooperativa, senza bando tutto di nascosto ovviamente

  9. Pingback: ‘For Italy, I am worth 9 points out of 30.’ | (un)free archaeology

  10. Capisco molto bene quel che provi Alessandro. Personalmente vedendo come sta evolvendo la nostra storia attuale, sono stata portata a non credere più al sistema universitario e a quel che vi gira intorno, alla capacità dei docenti e alla falsa etica che compete all’ambito (ma anche fuori). Mi laureerò a breve alla triennale di archeologia e per coerenza non prenderò la specialistica. Il mio scopo iniziale è sempre stato lontano dal fare una specialistica,concorsi, insomma un percorso un pò diverso rispetto alla scelta di molti. Ho deciso che dopo la laurea prenderò alcuni brevetti inerenti alle competenze informatiche, la grafica e l’archeologia, lavorerò per accumuli e esperienza relativa a queste attestazioni minori; insieme a questi buoni propositi cercherò un minimo lavoro qualsiasi esso sia. Perchè per andarmene all’estero un giorno mi serve qualche soldo e un curriculum presentabile , infine non credo che farò una mia famiglia in Italia visto il livello delle scuole, la sanità e le mancate garanzie di una vita semi dignitosa. Non voglio proseguire una vita intera nel sentirmi una fallimentare , già il sistema mi porterà a mortificarmi più del necessario per avere un minimo lavoro manuale pur di avere una retribuzione.

  11. Lasciare l’Italia non è scappare. E’ votare con i piedi. E’ una scelta proattiva e responsabile che priva chi ci sfrutta della materia prima sulla quale continuano a sopravvivere.

    Ti lascio una citazione, da un libro proibito che guarda caso in Italia nessuno conosce.

    “Do not let the hero in your soul parish, in lonely frustration, for the life you deserved but never have been able to reach. Check your road and the nature of your battle. The world you desired can be won. It exists, it is real, it is possible, it is yours.”

  12. fai istanza di accesso. fatti dare i criteri di valutazione.

  13. Ehilà Ale, scopro oggi questa tua accorata riflessione che accomuna tanti giovani in gamba del nostro Paese anche a tanti ex giovani che hanno fatto simili difficili percorsi e scelte dolorose, pur di non mollare un proprio sogno (costruito con lunghi anni di formazione, lunghi anni di semivolontariato e spesso con pubblicazione a cura di altri di propri lavori!). Potrei dirti (e dirvi) “Tieni duro” ma le scelte sono personali e le promesse oggi sono quanto mai effimere ed hanno il sapore amaro di perfida bugia. Se trovate fuori andate ragazzi! E’ il vostro futuro personale che dovete costruirvi non quello di un Paese che, ormai allo sbando, è anche ormai talmente cieco da non comprendere che sono i giovani la forza naturale più efficace, passionale e appassionata per ricostruirne la trama sfilacciata e tarlata.

    • Ciao Assunta,
      grazie per il commento. Hai ragione, hai tremendamente ragione…non c’è che dire.
      E forse, proprio perché so che quello che hai scritto è vero, è ancora più doloroso.
      Un abbraccio e un caro saluto,
      [Alessandro]

  14. condivido tutto ció che hai scritto parola per parola! anche a me è successo piú di una volta di essere stata scartata senza motivo valido..addirittura una volta perche secondo loro non avevo il documento di identitá valido (cosa falsissima perche la mia carta d identita era in evidente regola) e dopo che ho inviato una mail di avviso evidenziando il loro sbaglio sai cosa hanno fatto??? il giorno prima dello scritto mi hanno mandato una mail di scuse dicendomi che avrei potuto partecipare all esame…beh no comment..io sto a pisa e avrei dovuto andare a napoli..con.solo 12 ore di avviso

  15. Salve, dopo aver letto la sua lettera aperta siamo colpiti da quanto successo, non sorpresi purtroppo, ma fiduciosi del fatto che per come si espone sappia esprimere qualitá e determinazione.

    Ci contatti alla nostra email per fissare un appuntamento conoscitivo per favore, non sappiamo se sia possibile contribuire alla sua soddisfazione professionale per ora ma sicuramente siamo interessati a capirlo.

    Saluti,
    ComUnica

  16. Sono una precaria della ricerca. Voglio solo esprimersi tutta la mia solidarietà perché so di cosa parli. E a me piange il cuore per tutti noi e per questo povero paese, che ci ha buttati nel gabinetto. In bocca al lupo

    • Ciao Cecilia,
      grazie per il commento e la vicinanza.
      Posso immaginare di cosa io parli e penso che – purtroppo – anche tu ne avresti molte da raccontare.
      Sì, è proprio quella l’immagina prevalente che mi viene in mente quando penso a questa situazione, alla nostra situazione.
      In bocca al lupo anche a te. Spero passerai ancora da queste parti e magari mi lascerai qualche breve pensiero.
      A presto,
      [Alessandro]

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