Le parole in Archeologia

"Non voglio parlare di archeologia. Voglio far parlare l'archeologia" [Alessandro D’Amore]

Chi di tirocinio vive, di tirocinio muore

3 commenti

Il mio pensiero parziale,  vaticinante e rammaricato  postato tramite commento (in attesa di moderazione) sul blog del Ministro Massimo Bray sul bando del MIBACT

Fonte @antonellaruggiero.wordpress.com

Fonte @antonellaruggiero.wordpress.com

Salve signor Ministro,

aggiungo solo un altro commento alla lunga lista di quelli già presenti.

Sarò franco e diretto con lei: mi è sempre piaciuto e ho sempre creduto in lei, fin dall’inizio. Credo nella sua buonafede e nelle sue profonde intenzioni di far cambiare le cose.

Trovo che sia un bel segnale investire 2,5 milioni di euro nel comparto culturale e mi sembra un buon punto di partenza puntare sulla meritocrazia, ma non posso esimermi dal far funzionare le mie funzioni logico-deduttive ed evidenziare un grande paradosso, o meglio un ossimoro.

L’ossimoro dei giovani neolaureati con esperienza.

Se il bando fosse effettivamente rivolto a giovani neolaureati dovrebbe comprendere persone laureate con un’età massima di 27-28 anni (e sto esagerando). Con buona pace dei 35enni, non possiamo continuare a spostare la soglia della gioventù all’inverosimile solo perché non riusciamo ad affrontare e risolvere un problema sostanziale.

Se il bando fosse effettivamente rivolto a neolaureati non si dovrebbe richiedere tutta quell’esperienza pregressa (dove avrebbe potuto guadagnarsela quella esperienza un neolaureato?).

Se il bando fosse effettivamente rivolto agli operatori e alle operatrici dei beni culturali non dovrebbe comprendere classi di laurea come Economia e Commercio. Non penso proprio che il Ministero dell’Economia quando emette bandi (pur anche di tirocinio) includa tra i possibili candidati i laureati in Archeologia.

Possibile che non c’era proprio un modo migliore per spendere quei 2,5 milioni di euro? E poi, perché proprio 500 laureati (mi fa specie chiamarli giovani o neolaureati) e non 100? Oppure 100 laureati con un contratto di 6 mesi degnamente stipendiati e altri 100 per i restanti 6 mesi? Possibile che non si potevano selezionare dei professionisti per un contratto a tempo determinato?

Perché poi un ennesimo tirocinio (ammesso e non concesso che sia formativo) sulla catalogazione di ottocentesca memoria (seppur con mezzi e strumenti moderni) di ciò che possediamo e mai una mezza idea o un’iniziativa su come sfruttare ciò che abbiamo? Perché ulteriore formazione e non del sano lavoro? Possibile che è così evidente solo per coloro che non hanno nessun potere decisionale che finiremo per morire di formazione?

Mi si dirà che il Ministero non può assumere. D’accordo. Ma allora perché riempirsi la bocca per mesi di finti proclami?

Vede, io non parlo per rabbia o stizza di non poter partecipare. Io ho 28 anni, una laurea in Archeologia con 110 su 110 e lode, certificazione C1, quindici mesi di tirocinio all’estero e un anno di lavoro in Italia. Rientro in pieno nei requisiti richiesti e probabilmente parteciperò al bando. Ma non lo farò con convinzione, lo farò solo per un semplice e fastidioso computo matematico: 416 è maggiore di 0.

La ritengo un’opportunità? Sì, un’opportunità persa.

Mi dispiace, signor Ministro. Lei mi piace, mi è sempre piaciuto e ho creduto in lei. Ma questo bando non è degno della sua persona e delle sue intenzioni.

Il riconoscimento e la valorizzazione dei professionisti dei beni culturali passa attraverso norme, riforme e provvedimenti radicali, non attraverso tirocini formativi.

Non chiediamo risorse. Le risorse siamo noi.

Cordialmente,

Alessandro D’Amore

Annunci

3 thoughts on “Chi di tirocinio vive, di tirocinio muore

  1. Bravo Ale, avrei scritto le stesse cose!
    A parte che io ho deciso di non partecipare sia perché ritengo meglio finire la Scuola di Specializzazione sia perché, anche se non avessi niente da fare, non penso che valga la pena investire il mio tempo nelle attività descritte nel bando per 416 euro al mese…

    • Grazie Frà.
      Secondo me la tua scelta è molto saggia e appropriata. Nonostante io stia valutando la possibilità di parteciparvi, questo non vuol dire che non sarò a Roma l’11 gennaio con te e tutti gli altri professionisti dei beni culturali.
      A presto,
      [Alessandro]

  2. Pingback: This, is, Prato! | (un)free archaeology

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...